El Choclo

El Choclo fu suonato per la prima volta il 3 di novembre di 1905, nel Ristorante Americano, dal pianista Giuseppe Luigi Roncallo e la sua orchestra,

presentato non come tango ma come danza criolla (creola), perchè Roncallo non osava parlare di tango davanti un’udienza tanto selezionata e piena di finezza!

Tango non era buona parola!

Il granoturco, choclo, si usa come parte del puchero, cibo tipico d’origine spagnolo.

Si bolle in acqua un poco di carne a buon mercato con diversi legumi.

Si parlava fra la gente del popolo di “guadagnare il pucero” quando si guadagnava un po’ di denaro.

tango 1903 – Musica: Angel Villoldo a cui successivamente si aggiunsero le parole.

E questo è il testo di Enrique Santos Discepolo – 1947

EL CHOCLO

Con este tango que es burlon y compadrito
se ato dos alas la ambición de mi suburbio;
con este tango nacio el tango y como un grito
salio del sordido barrial buscando el cielo;

Conjuro extraño de un amor hecho cadencia
que abrio caminos sin más luz que la esperanza,
mezcla de rabia de dolor, de fe, de ausencia
llorando en la inocencia de un ritmo jugueton.

Por tu milagro de notas agoreras,
nacieron sin pensarlo, las paicas y las grelas,
luna de charcos, canyengue en las caderas,
y un ansia fiera en la manera de querer…

Al evocarte, tango querido,
siento que tiemblan las baldosas de un bailongo
y oigo el rezongo de mi pasado…
Hoy, que no tengo más a mi madre,
siento que llega en punta’e pie para besarme
cuando tu canto nace al son de un bandoneón…

Carancanfunfa se hizo al mar con tu bandera
y en un ‘pernó’ mezclo a Paris con Puente Alsina,
triste compadre del gavion y de la mina
y hasta comadre del bacan y la pebeta.

Por vos shusheta, cana, reo y mishiadura
se hicieron voces al nacer con tu destino…
Misa de faldas, querosen, tajo y cuchillo,
que ardio en los conventillos y ardio en mi corazón!

LA PANNOCCHIA

Con questo tango che è burlone e malandrino
si alzò in volo l’ambizione del mio sobborgo.
Con questo tango nacque il tango e come un grido
salì dal sordido barrìo cercando il cielo.

Richiamo magico di amore e di cadenza
ha aperto strade illuminato di speranza,
misto di rabbia, dolore, fiducia e solitudine,
piangendo nell’innocenza di un ritmo senza età.

Dalle tue note son nati per incanto
le donne forti e prepotenti e le donnacce,
la luna nelle pozzanghere, il canyengue nei fianchi,
e un’ansia fiera nel modo d’amare.

All’evocarti, tango mio caro,
sento vibrare il pavimento di una bailonga (milonga):
e riaffiorare alla mente il mio passato.
Ancora oggi, che non c’è più mia madre,
mi par di sentirla avvicinarsi in punta di piedi per baciarmi
quando il tuo canto nasce al suono di un bandoneón.

Caracanfunfa attraversò i mari con la tua bandiera,
e in un “pernod” mescolò Parigi con Ponte Alsina,
triste compagno di magnacci e belle gnocche,
a braccetto con ricconi e fanciullette.

E fu così che la ragazza per bene, il poliziotto,
il farabutto e la sventura nacquero insieme con il tuo destino.
Povere vesti, indole focosa, coltello in tasca,
ardesti nei conventillos, come ora ardi nel mio cuore.

Compadrito: Uomo prepotente, fanfarone;
Shusheta: Giovane per bene
Paica: Donna di carattere forte e prepotente;
Cana: polizia
Grela: Donna di poca virtù;
Reo: mascalzone. Farabutto
Compadre: compagno, amico del cuore;
Mishadura: quando le cose vanno di male in peggio
Gavión: magnaccio
Conventillo: casa con molte camere, per povera gente della città
Mina: Donna avvenente
Bacán: Uomo con soldi
Querosén: che viene da Rio Querosèn (bolivia) = poveraccio
Pebeta: Ragazza pudica

Una delle più grandi interpreti di questa canzone fu Tita Merello che, con la sua voce calda e profonda, ce ne dà un’interpretazione particolarmente intensa.

In Italia è stata interpretata nel 1965 da Patty Pravo in una delle primissime registrazioni della cantante

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2018-06-19T22:43:16+00:00 19 Giugno 2018|

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