El violin de Becho

Cos’è un Non-Tango? 

Non abbiamo ancora una risposta a questa domanda.

“El Violin de Becho” è un’altra canzone che può essere classificata come Non-Tango.

Questa è una canzone senza bandoneon e probabilmente non verrà suonata in una milonga tradizionale (forse perché non è abbastanza “età dell’oro”).

Comunque, ha un bel ritmo habanera ballabile, melodico, con voce, chitarra e violino.

Musica y letra de Alfredo Zitarrosa

Alfredo Zitarrosa è nato in Uruguay nel 1936

e durante la sua giovinezza è stato uno dei migliori interpreti della “musica della campagna”.

La sua carriera come cantante iniziò nel 1964 in Perù e, in seguito, si affermò come una delle grandi voci della canzone popolare latinoamericana.

Morì nel 1989 a Montevideo.

Becho toca el violín en la orquesta,
cara de chiquilín sin maestra,
y la orquesta no sirve, no tiene
más que un solo violín que le duele.

Porque a Becho le duelen violines
que son como su amor, chiquilines;
Becho quiere un violín que sea hombre,
que al dolor y al amor no los nombre.

Becho tiene un violín que no ama,
pero siente que el violín lo llama;
por la noche como arrepentido,
vuelve a amar ese triste sonido.

Mariposa marrón de madera,
niño violín que se desespera,
cuando Becho no toca y se calma,
queda el violín sonando en su alma.

Porque a Becho le duelen violines
que son como su amor, chiquilines;
Becho quiere un violín que sea hombre,
que al dolor y al amor no los nombre.

Vida y muerte, violín, padre y madre;
canta el violín y Becho es el aire;
ya no puede tocar en la orquesta,
porque amar y cantar eso cuesta.

Becho suona il violino nell’orchestra
volto da cucciolo senza guida
e l’orchestra non serve,
non ha che un solo violino che lo addolora.

Perché a Becho addolorano i violini
che sono come il suo amore: bambini;
Becho vuole un violino che sia uomo,
che non nomini amore né dolore.

Becho ha un violino che non ama,
però sente che il violino lo chiama
e la notte, come pentito,
torna ad amare il suo triste suono.

Farfalla marrone di legno,
violino, bimbo che si dispera,
quando Becho lo accarezza si calma,
quieta il violino suonando nella sua anima.

Perché a Becho addolorano i violini
che sono come il suo amore: bambini;
Becho vuole un violino che sia uomo,
che non tema l’amore né il dolore.

Vita e morte, violino, padre e madre;
il violino canta e Becho è l’aria;
ora non può più suonare nella orchestra,
perché di amare e cantare questo è il prezzo.

È il lavoro più commovente di Zitarrosa, dedicato al suo amico Carlos “Becho” Eizmendi, primo violino della SODRE Symphony Orchestra (Uruguay).

Non si conosce l’origine del soprannome. Neppure i parenti più stretti lo sanno dire. Forse perché la madre era una donna molto amorevole e il soprannome poteva venire da “bacio”.

La signora Herlinda Lovizetto (sua madre) diceva che “quando Carlos aprì per la prima volta gli occhi, il suo destino era già segnato dalla musica”.

E così fu: da quando aveva tre anni iniziò ad ascoltare la musica classica.

Stava ore e ore ad ascoltare Schubert o Mozart in completo silenzio, e quando andava a letto incrociava le gambe e canticchiava tutte le canzoni che aveva ascoltato, mostrando un orecchio molto speciale per la sua giovane età.

Era nato a Lascano, ma fu Montevideo a collegarlo definitivamente alla musica.

La morte lo sorprese giovanissimo il 21 maggio 1985, ma la sua vita ha lasciato un segno nella storia della musica classica, perché Becho sta ancora “ferendo i violini, che sono come i suoi amori chiquilini …”

argentina

Carlos Julio Eizmendi “Becho”

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2018-06-19T23:32:08+00:00 19 Giugno 2018|

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