Enrique Santos Discepolo

Deluchi Discépolo Enrique Santos, sopranominato “Discepolín”, appellativo ironico datogli da Anibal Troilo.

Nacque nel barrio porteño di Balvanera di Buenos Aires il 27 marzo del 1901.

Dopo la morte precoce dei genitori, con il fratello Armando, di 14 anni più anziano che gli fece da maestro, intraprese la carriera teatrale.

Nel 1918 scrisse le sue prime opere teatrali, “El señor cura”, “El hombre solo” e “Día feriado”.

Fu probabilmente l’influenza del padre, Santo, che era un musicista napoletano di primo piano stabilitosi a Buenos Aires, ad indirizzare Enrique verso la composizione musicale.

Così nel 1925 compose la musica del tango “Bizcochito” e le parole e la musica di “Que vachaché” che però furono inizialmente dei fiaschi.

Nel 1927 compose il tango “Esta noche me emborracho”, reso popolare da Azucena Maizani: è un grande successo e molti la inclusero nel loro repertorio.

Nello stesso anno l’attrice e cantante Tita Merello riproporrà “Que vachaché” e lo porterà ad avere lo stesso successo di “Esta noche me emborracho”.

Più tardi, fra il 1928 e il 1929, compose, tra gli altri, “Chorra”, “Malevaje”, “Soy un arlequín” e “Yira-yira”

Nel frattempo il suo successo continuò nei teatri di Montevideo e Buenos Aires.

Sfondò nel mondo del cinema come attore, sceneggiatore e regista e contemporaneamente scrisse e compose i suoi tanghi più importanti: “Cambalache” (1935), “Desencanto” (1937), “Alma de bandoneón” (1935), “Uno” (musicato da Mariano Mores, 1943) e “Canción desesperada” (1944).

Nel 1947, dopo un viaggio in Messico e a Cuba, compose “Cafetín de Buenos Aires” (1948).

Negli anni successivi continua a produrre pellicole, opere teatrali e tanghi, alcuni dei quali furono pubblicati solo dopo la sua morte.

Finchè, il 13 aprile 1951 girò come attore il suo ultimo film “El hincha”.

Morì in Buenos Aires il 23 dicembre del 1951 per una sincope, a soli 50 anni, abbandonato da molti suoi vecchi amici a causa del suo compromesso con il regime peronista, reso pubblico da una breve ma intensa partecipazione a un controverso programma radiofonico.

Enrique Santos Discepolo è stato molto più che un autore di testi di tango.

È stato poeta, attore, autore teatrale, librettista e regista, si dice addirittura filosofo e pensatore.

Il popolo argentino però lo ricorda e lo venera per i testi, alcune volte profetici, delle sue canzoni e per la capacità di descrivere con ironia ed acutezza il caos della società moderna.

Nel mondo del tango è stato una vera eccezione, in quanto ha composto per i suoi testi anche gran parte delle musiche.

 

“Quien más, quien menos, pa mal comer, somos la mueca, de lo que soñamos ser.”

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2018-06-20T22:36:26+00:00 20 Giugno 2018|

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