LLAMARADA PASIONAL (FULMINE DI PASSIONE)

Il testo di questo tango “Llamarada pasional” ( Fulmine di passione ), musica de Hèctor Stamponi, fu scritto da Tita Merello e dedicato a Luis Sandrini.

Hèctor Stamponi

Hèctor Stamponi

Hèctor Stamponi

Tita Merello

Hèctor Stamponi

Luis
Sandrini

La devozione di Tita (Ana Laura Merello – 11 ottobre 1904 – 24 dicembre 2002), nel suo rapporto amore/odio per lui ha scritto, senza volerlo, uno dei capitoli più intensi delle passioni argentine.

Luis rimase il suo grande amore, dal quale forse non riuscì mai a riprendersi.

 LLAMARADA PASIONAL

Hay una voz que me persigue en el recuerdo
En el recuerdo tormentoso del ayer,
Era una voz que suplicaba a mi conciencia:
¡Que fuera bueno!… ¡Que la quisiera bien!…

Son mis sentidos que te gritan que regreses
Es mi tormenta la que aflora con tu voz,
Es llamarada el quererte y no tenerte
Saber que late, para ti, mi corazón.
¡Llamarada!…

Es sentir desde las sombras
Esa voz que a mí me nombra,
Que la busco y que no está.
¡Llamarada!…
Es sentir sobre mi boca
Todo el fuego de tu boca,
Que me quema y que se va…
¡Llamarada!…
Es oírla que me nombra
Y es correr tras una sombra,
¡Imposible de alcanzar!…
Estoy pagado con castigo al recordarte
Mi sangre grita que me quieras otra vez,
Temor de vida que se escapa con el tiempo
Y no tenerte de nuevo como ayer…
Es llamarada recordarte con la sangre
Saber que nunca, nunca más yo te veré,
Mirar mis sienes que blanquean y detienen
Con mil recuerdos esta angustia de querer.

FULMINE DI PASSIONE

C’è una voce che mi perseguita nella memoria     

Nel ricordo burrascoso di ieri.

Era una voce che supplicava la mia coscienza:

“Com’era bello! … quanto ti voleva bene! …”        

Sono i miei sensi che ti urlano di tornare.

È la mia tempesta che emerge con la tua voce,

È (ferisce come) un fulmine l’amarti e non averti,

sapere che batte, (ancora) per te, il mio cuore.

Fulmine! …

È sentire dall’ombra

Quella voce che mi chiama,

e la cerco e non c’è.

Fulmine! …

È sentire sulla mia bocca

Tutto il fuoco della tua bocca,

che mi brucia e se ne va …

Fulmine! …

È udirla che mi chiama

Ed è correre dietro un’ombra,

Impossibile da raggiungere! …

Sto pagando il castigo di ricordarti

Il mio sangue urla che mi ami ancora,

La paura della vita che sfugge nel tempo

E non poterti avere di nuovo come ieri …

È un fulmine ricordarti con il ​​sangue

Sapere che mai, mai più ti rivedrò,

Guardare le mie tempie che sbiancano

e trattengono con mille ricordi

questa angoscia di desiderarti ancora.

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2018-07-22T10:20:33+00:00 15 Luglio 2018|

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